Gli scarichi fognari sulla via Rumbolo di Melito di Porto Salvo continuano inspiegabilmente a ripetersi con maggiore frequenza e non abbiamo contezza sui motivi per i quali non si interviene.
Vogliamo evidenziare che questi fatti occupano il primo posto nella scala delle priorità sia nell’adottare i provvedimenti per rimuovere la criticità, sia nell’individuare da parte dell’Autorità Giudiziaria le responsabilità di questo stato di potenziale pericolo per la salute della popolazione.
Nel pomeriggio dello scorso 19 giugno alle ore 16,00 ho richiesto ancora una volta l’intervento telefonico dei Carabinieri di Melito di Porto Salvo, atteso che la tubazione situata verticalmente sulla parete del muro di sostegno lato Reggio scaricava una notevole quantità di liquami fognari che scorrevano lungo il marciapiede e sulla strada comunale, sui quali giungevano anche quelle provenienti dalle infiltrazioni del muro e dai fori di drenaggio Non vi è dubbio alcuno che si tratta di acque fognarie.
Sono evidenti le conseguenze in termini di qualità della vita con lesione del diritto alla salute, da intendersi non solo come mero diritto alla vita o alla incolumità fisica, ma anche come diritto a fruire di un ambiente salubre ex art. 2 e 32 della nostra beneamata Costituzione.
Giova ripetere che le visite ispettive non sempre si possono eseguire nell’immediatezza del fatto segnalato e le operazioni di sopralluogo si svolgono in un breve arco temporale, pochi minuti o qualche ora, e per svariati motivi il fenomeno in quel momento può non essere in atto, questo non vuol dire che la criticità sia stata risolta, sono necessari riscontri documentali, acquisire presso gli enti competenti la relativa documentazione comprovante le opere eseguite. Utile sarebbe ascoltare anche quanto riferiscono gli abitanti del luogo.
Voglio ancora una volta richiamare fortemente l’attenzione delle Istituzioni che le esalazioni fognarie e le sostanze nocive in esse contenute sono respirate da una signora, esposta direttamente al fenomeno, con patologia oncologica e in atto sottoposta a cure chemioterapiche, quindi più suscettibile ad infezioni, di conseguenza scattata l’obbligo di una particolare tutela della sua salute. Non si può essere insensibili di fronte a questi importanti problemi che minacciano la nostra salute che è un bene inestimabile.
Vincenzo Crea
Referente unico dell’ANCADIC
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”